Sviluppato da Storybird Studio e pubblicato da PQube in sinergia con Pixel Heart, Beyond the Ice Palace 2 è un piccolo metroidvania ossia un action adventure platform in 2D nonché sequel dell’omonimo Beyond the Ice Palace. Noi siamo tornare a vestire i panni del prtagonista nel suo inedito ruolo di “Re maledetto” su Xbox One e questa è la nostra recensione. Pronto a tornare nel Palazzo di ghiaccio?
Beyond the Ice Palace 2 non chiamatelo Castlevania
Prima di affrontare la narrazione di Beyond the Ice Palace 2 è bene aprire una piccola parentesi sulle sue origini. Il primo capitolo intitolato Beyond the Ice Palace è nato nel 1988, pubblicato e sviluppato da Elite Systems e più volte paragonato, erroneamente, a Ghos’n Goblins. L’origine del titolo non è delle migliori, in quanto inizialmente doveva far parte di una trilogia ispirata alla serie animata Thundercats, poi si pensò ad avvicinarlo proprio alla già citata saga di Ghost’n Goblins.
Non avendo avuto le licenze di nessuna delle due IP, si andò a dar vita a un titolo inedito che, prevedibilmente, faticò non poco a ritagliarsi un suo spazio. Ebbene, la decisione di dare un sequel a un titolo che già originariamente si è ritrovato ad affrontare un certo anonimato, non è delle più semplici e, infatti, Beyond the Ice Palace 2 ne emerge con qualche problema soprattutto identitario. Avvicinarlo a Castlevania, complice l’utilizzo, se non proprio abuso, della catena è però sia vantaggio che svantaggio.

A Beyond the Ice Palace 2 manca tutto l’alone gotico (comunque presente ma meno ispirato) e fortemente identitario che ha reso gloria e fama alla ben più famosa saga di Castlevania ma ciò non toglie che, soprattutto per questo sequel, gli sviluppatori hanno provato a dare una spinta in più sul versante narrativo. C’è una leggenda nel mondo di Beyond the Ice Palace 2 che vede gli dei scagliare una freccia che andrà a colpire solo e solamente colui destinato a regnare. Ebbene, dopo anni di gloria in un ciclo che andava a rinnovarsi dando vita a un’era di pace e armonia… qualcuno rubò una freccia.
Non solo, tale freccia fu maledetta e, anche se andò a scegliere sempre il nostro eroe, questi finì per tirare le cuoia. Ma si sa, con gli dei non si scherza ed ecco quindi il nostro eroico ed ex re, tornare in vita, destandosi con furia cieca e ritrovandosi con il ruolo inedito di “re maledetto”. Il suo scopo? Recuperare il trono perduto e liberarsi dalla maledizione che ci affligge. Come? Sfruttando al meglio le sue già ottime doti fisiche a cui si sommano poteri inediti dovuti dal suo neo stato di redivivo.

Un classico troppo classico
Se il versante narrativo prova, nel suo piccolo, a raccontare una storia di vendetta dal retrogusto nostalgico, il gameplay è pura nostalgia al 100%, anche troppo volendo. Si tratta, in soldoni, di un metroidvania in 2D dove fasi action e fasi platform provano a bilanciarsi tra loro ponendo al centro di tutto l’utilizzo della catena sia come arma per combattere sia come strumento per esplorare. Purtroppo, proprio la catena presta il fianco a diverse critiche ludiche.
La prima e principale critica riguarda il suo poco immediato feedback d’aggancio. Banalmente, una volta lanciata la catena contro il rispettivo gancio, non è certo che si agganci realmente, mandando all’aria le fasi platform più “movimentate” per un errore tecnico e non di abilità dell’utente. Discorso simile per tutta la fisica legata all’oscillazione che risulta particolarmente “ingessata”, richiedendo un bel po’ di pratica per entrare nel sistema imposto dal gioco.

Sistema che punta a rendere il nostro personaggio “pesante” e quindi con colpi ben decisi e possenti. E questi, in effetti, funzionano bene. Si sente la rabbia e la possenza del nostro eroe, peccato che tale “peso” cozza molto nelle fasi platform che risultano lente, in parte imprecise se non proprio frustranti. Il lato combat, invece, complice anche un sistema di potenziamenti interessante seppur semplice e non innovativo, funziona a dovere e dona il suo apice durante le colossali boss fight.
E parlando di boss e quindi di nemici, dobbiamo evidenziare un bestiario abbastanza ridotto e poco ispirato che fa da contraltare a un’atmosfera generale abbastanza azzeccata anche se, ancora una volta, poco originale e abbastanza derivativa. Questo va a incidere sull’esplorazione che, comunque abbastanza limitata da un level design poco coraggioso, non spicca come potrebbe.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Beyond the Ice Palace 2 compie il suo con una pixel art nostalgica che non riesce a dare la giusta identità e originalità a un prodotto fortemente anonimo. Buone le animazioni, tra cui dominano quelle legate ai combattimenti. Peccato per il già citato level design che poteva dare molto di più, soprattutto tenendo in considerazione gli incipit della narrazione.
Il sonoro si difende abbastanza bene con sonorità gradevoli e coerenti anche se poco memorabili. Da segnalare, invece, la gradita presenza dei sottotitoli in lingua italiana anche se non c’è molto da leggere.