Se si scava nel panorama dei simulatori indie, potrebbe essere difficile trovare un’idea che sappia sorprendere davvero. Non che non ce ne siano, ma il lato della simulazione sembra voler sempre quel gradino in più.
Eppure, Libritopia: Librarian Simulator ci prova con convinzione, proponendo un’esperienza originale nei panni di un bibliotecario alle prese con pile di libri, clienti impazienti e silenzio da mantenere a colpi di “Shhh!”. Pubblicato in accesso anticipato su Steam da Nuuvem Inc. e sviluppato da Aiyra insieme a Little Giants, Libritopia: Librarian Simulator si presenta come un gestionale in prima persona che vuole restituire il fascino – e la fatica – del lavoro dietro al banco di una biblioteca.
Il concept è affascinante: costruire la propria biblioteca ideale, organizzare gli scaffali come meglio si crede, ricevere e prestare libri, aiutare gli utenti e far rispettare il silenzio sacro di ogni sala lettura. Ma un’idea interessante basta a reggere il gioco fino alla fine?

Cosa propone Libritopia: Librarian Simulator
Libritopia: Librarian Simulator è un titolo in accesso anticipato, disponibile sia in single player che in multiplayer cooperativo. L’interfaccia e i dialoghi sono completamente tradotti in italiano, rendendo l’esperienza accessibile a tutti. Il menu principale ci accoglie con una musichetta allegra e quasi “pimpante”, che sembra voler trasmettere l’energia necessaria a gestire pile di romanzi e clienti dalla pazienza limitata.
Il gioco propone tre modalità principali: Sopravvivenza, Punteggio e Rilassante. Ognuna di esse offre un approccio diverso, adatto a ogni tipo di giocatore, dal perfezionista competitivo al contemplativo amante dell’ordine.
Sopravvivenza è la modalità più frenetica: il gameplay si fa intenso già dalla notte del secondo giorno, con un tempo limite per sistemare i libri prima dell’apertura al pubblico. Se i clienti non vengono assistiti rapidamente, il loro livello di insoddisfazione cresce fino al game over.
La modalità Punteggio introduce un obiettivo più strategico: ogni azione bibliotecaria – dalla classificazione dei libri alla sistemazione degli scaffali – assegna punti. La partita termina al giorno 15 e vince chi riesce a massimizzare l’efficienza. È un buon modo per mettere alla prova l’ordine mentale e il multitasking del giocatore.

Rilassante, infine, è la modalità pensata per chi vuole semplicemente godersi l’esperienza senza pressioni: niente limiti di tempo, niente clienti impazienti. Solo scaffali da riempire e libri da sistemare in tranquillità.
Gameplay: tra ordine e ripetitività
Una volta avviata la partita, Libritopia: Librarian Simulator ci catapulta davanti alla nostra biblioteca. L’impostazione è semplice e funzionale: una grafica minimalista con una colonna di comandi a sinistra dello schermo, tra cui spicca il tasto per zittire i clienti rumorosi con un “Shhh!” degno del più severo dei bibliotecari.
Il gameplay si sviluppa in prima persona, con movimenti piuttosto lenti e purtroppo senza la possibilità di correre. Questo dettaglio apparentemente minore, ha un impatto significativo sulla gestione della biblioteca, soprattutto quando il numero di clienti aumenta e il tempo stringe. In modalità singola, questa lentezza può risultare frustrante, tanto da rendere quasi indispensabile il supporto della modalità cooperativa per alleggerire il carico di lavoro.
Le azioni principali ruotano attorno alla ricezione e alla sistemazione dei libri, alla catalogazione secondo criteri personalizzati (genere, autore, anno, ecc.), e alla disposizione sugli scaffali, a cui possiamo dare anche un nome. La possibilità di personalizzare la nostra biblioteca è sicuramente uno degli aspetti più riusciti del gioco, anche se si avverte una certa ripetitività nelle azioni dopo le prime sessioni.

L’intelligenza artificiale dei clienti è basilare: nonostante abbiano i libri davanti, spesso si rivolgono a noi per chiedere aiuto. È un elemento che può far sorridere, ma che a lungo andare contribuisce alla monotonia generale. Aggiungiamoci la lentezza nei movimenti e la mancanza di varietà nelle interazioni, e si comprende come, nonostante le buone premesse, Libritopia: Librarian Simulator rischi di diventare noioso prima del tempo.
Grafica: minimalismo che convince a metà
Sul fronte visivo, Libritopia: Librarian Simulator punta tutto sul minimalismo. L’ambiente della biblioteca è sobrio, con pochi dettagli e una palette di colori tenue che vuole forse creare un’atmosfera rilassata. Tuttavia il minimalismo si estende anche ai modelli dei personaggi, che appaiono molto semplici, quasi stilizzati, e privi di animazioni espressive e decisamente copia-incollati tra loro.
Questo stile visivo può piacere a chi cerca un’esperienza leggera, ma lascia il dubbio che si potesse fare qualcosa in più, soprattutto considerando l’importanza della componente gestionale e il tempo che si trascorre a interagire con ambienti e clienti. La mancanza di varietà estetica contribuisce inoltre alla sensazione di ripetitività che si insinua dopo qualche minuto di gioco.
Comparto sonoro, atmosfera piacevole ma tecnicamente arretrata
Il comparto sonoro è uno degli aspetti più deboli di Libritopia: Librarian Simulator. Se da un lato la musica del menu è allegra e ben scelta per il tono leggero del gioco, gli effetti sonori durante la partita risultano piuttosto datati. Rumori ambientali, notifiche sonore e interazioni con i clienti mancano di profondità e spesso si ripetono in modo poco naturale.
Considerando che l’audio potrebbe essere un valido supporto per aiutare a gestire meglio il flusso di lavoro, una maggiore cura in questo ambito avrebbe sicuramente giovato all’esperienza complessiva.
Libritopia: Librarian Simulator può essere un gioco con una buona idea di partenza, che riesce a distinguersi nel panorama dei simulatori grazie a un concept originale e una struttura solida. La possibilità di costruire una biblioteca personalizzata, scegliere come organizzare i romanzi (tra l’altro veri classici della letteratura) e interagire con un flusso continuo di clienti è sicuramente intrigante.
Ad oggi però, le limitazioni attuali legate al movimento lento, all’aspetto tecnico basilare e a un comparto audio poco incisivo rischiano di frenare il coinvolgimento sul lungo periodo. L’early access è una giustificazione più che valida, e bisogna riconoscere che gli sviluppatori sembrano intenzionati ad arricchire e migliorare il prodotto nel tempo, ma partendo da una simile base di certo non ci si aspetta un salto di qualità troppo elevato.
Per ora, Libritopia: Librarian Simulator è un gioco che può divertire per qualche minuto, forse, magari in compagnia di amici in modalità cooperativa. Ma in solitaria non è tutto questo coinvolgimento.
È disponibile su Steam al prezzo di €6,89, una cifra abbastanza in linea con ciò che offre.