Sviluppato da Estoty e pubblicato in sinergia con SayGames, My Little Universe è un action molto semplice ibridato a un altrettanto semplice sistema di gestione di risorse che ci chiede di esplorare diversi mondi costruendone il terreno e ampliando gradualmente le nostre possibilità. Dopo aver provato il titolo su Nintendo Switch, siamo tornati a vestire i panni dell’anonimo omino arancione con la versione per PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Pronto a racimolare risorse?
My Little Universe da mobile a console
My Little Universe è palesemente un titolo nato per mobile e la conferma la si vede costantemente in ogni angolo di gameplay (che andremo ad analizzare approfonditamente nel rispettivo paragrafo). Per quanto riguarda la narrativa, invece, il titolo ne è completamente sprovvisto. Così sprovvisto che anche il personaggio che andremo a guidare è completamente anonimo e spoglio di qualsivoglia dettaglio identitario (è un semplicissimo stick monocromatico che potrai però personalizzare).
Non ci sono cutscene, documenti o setting narrativi di alcun tipo. In compenso, il nostro obiettivo è sin da subito chiaro e immediato: esplorare i mondi di gioco. Il titolo del gioco è esso stesso sintesi di ciò che ci aspetta: un universo costellato da piccoli mondi (nove per l’esattezza). Ogni mondo si distingue prevalentemente per biomi (e risorse), nemici e struttura dei dungeon. Nonostante le differenze estetiche, l’animo ludico nonché la tipologia di progressione è identica e non c’è molto di diverso se non legato al potenziamento e alla tipologia di risorse, oltre che dei nemici.
Appurato quindi che My Little Universe è sprovvisto di narrazione, è bene affrontare il gameplay. Ultima nota però in merito alla già citata natura del titolo. Come detto, questo nasce su mobile, per l’esattezza, nel 2021. La versione per Nintendo Switch si è dimostrata forte anche e soprattutto della sua natura mobile ma come se la cava il titolo esclusivamente sul grande schermo?

Risorse da trovare e cose da costruire
My Little Universe è un gestionale nonché action game in 3D con visione a volo d’uccello dove dovremo esplorare, raccogliere risorse, combattere e progredire gradualmente al completamento dell’intera superficie del pianeta di turno. Pianeta che, neanche a dirlo, è sempre ben visibile a schermo, suddiviso in esagoni e facile da esplorare. Ancora una volta, ricorda che è un titolo nato su mobile e la sua forza, ma anche limite, è nella sua immediatezza e accessibilità a scapito della cura del dettaglio e della variabilità generale dell’azione.
Questo significa che il titolo diventa facilmente ripetitivo già dopo qualche ora diventando un titolo consigliato esclusivamente ai fanatici del grinding selvaggio di risorse. Grinding che può essere eseguito in due modalità differenti: manuale o automatico. Manuale richiede la pressione ripetuta dei tasti oltre al cambio dello strumento necessario. Automatico, invece, annulla quasi completamente il nostro intervento con azioni automatiche (incluso il cambio dello strumento).

Entrambe le modalità di gioco hanno pro e contro. Il manuale rende il titolo più interattivo ma anche estremamente ripetitivo ed estenuante (oltre che lento). L’automatico, invece, velocizza di molto i processi ma ci estranea molto dal mondo di gioco rendendo il tutto fin troppo veloce e apatico. Noi abbiamo trovato un equilibrio iniziando col metodo manuale per poi, a situazioni più complesse e ampie (con richieste continue di cambi strumenti) passare al metodo automatico.
Abbiamo citato gli “strumenti” e questi sono essenziali per progredire nel mondo di gioco. Si va dall’ascia al piccone, passando per la spada. Tutto liberamente potenziabile investendo le innumerevoli risorse che andremo a raccogliere in giro per i mondi di gioco. Mondi che, come già detto, sono un concatenarsi di esagoni ognuno caratterizzato da una determinata tipologia di suolo con determinate risorse e/o comparse di nemici. Alcuni possono anche conservare dei tesori da aprire o fungere da ingressi a dungeon tutti da esplorare.

Per quanto riguarda i nemici, My Little Universe ha un sistema di combattimento estremamente basilare, in tempo reale e con pochissime combo (e ancor meno strategia) a disposizione. Tutto si basa prevalentemente nello schivare i colpi nemici e nel potenziare la propria arma sfruttando i rispettivi ingredienti. Tutto molto intuitivo e quindi perfetto per i neofiti mentre chi cerca qualcosa di più sfidante e complesso, potrebbe restarne deluso e abbandonare il gioco prima del tempo.
Da segnalare che il titolo migliora la sua esperienza grazie a un buon comparto multiplayer. In più persone (massimo quattro), il divertimento si moltiplica, così come la raccolta di materiali e quindi la velocità di esplorazione. Di contraltare, però, il titolo diventa ancora più facile in quanto i nemici, già molto semplici da affrontare, non aumenteranno di numero o difficoltà in caso di più partecipanti.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, My Little Universe presenta mondi colorati, accesi e abbastanza vari. Purtroppo, la sua natura da mobile emerge con una certa prepotenza, restituendo una povertà nei dettagli e un copioso riciclo di elementi. riciclo che è comunque funzionale alla natura stessa del titolo che richiede di racimolare risorse su risorse. C’è da dire che la graduale scoperta del pianeta con la costruzione di nuovi “esagoni” e l’ampliamento delle zone esplorative, appaga la vista e dona un risultato finale che, nella sua semplicità, funziona.
Peccato però che l’anonimato, tanto delle aree di gioco quanto soprattutto di protagonista e nemici, porta il titolo a smarrirsi nel sempre più vasto catalogo di titoli congeneri. Il sonoro si difende discretamente bene seppur non riesca a essere realmente memorabile In compenso, non diventa eccessivamente ridondante o fastidioso risultando invece coerente con l’esperienza “rilassante” proposta dal gioco. Da segnalare, infine, la sempre gradita presenza dei sottotitoli in lingua italiana (anche se c’è abbastanza poco da leggere).